Riferimenti tecnici

La normativa
in sintesi.

Le regole che governano il vetro architettonico — sicurezza, prestazioni, posa in opera — condensate in schede di lettura rapida, senza perdere le informazioni che contano.

N° 01Vetro antincendio Pyrostop

Pilkington Pyrostop Line è una soluzione vetrata per partizioni interne resistenti al fuoco. Il giunto vetro-vetro, privo di montanti verticali, restituisce superfici continue e trasparenti: la compartimentazione smette di leggersi come una barriera e diventa parte dello spazio.

Progettato per uso interno, garantisce fino a 120 minuti di tenuta e isolamento termico al fuoco, agendo da barriera contro fiamme, fumo e calore e allungando i tempi di evacuazione in sicurezza. È conforme alle normative europee vigenti, marcato CE e accompagnato da Dichiarazione di Prestazione (DoP).

Ogni elemento è testato fino a 1400×3000 mm; grazie al giunto vetro-vetro e alla modularità, la parete vetrata non ha limiti pratici di larghezza complessiva ed è compatibile con telai in legno, acciaio o alluminio. Lo spessore del vetro monolitico varia in base al grado di resistenza richiesto.

Con il substrato extrachiaro Optiwhite e bordi molati, la resa ottica resta elevata: trasparenza e fedeltà cromatica anche in configurazione di sicurezza.

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N° 02Prestazioni ottiche dei vetri diffondenti

Vetri satinati e serigrafati sono materiali maturi: si specificano e si posano da decenni, dalle facciate continue agli interni residenziali. Eppure le loro prestazioni ottiche — quanta luce trasmettono, quanto calore solare lasciano passare — restano sorprendentemente difficili da misurare e da calcolare con precisione.

Il problema non è la qualità del prodotto, ma lo strumento di misura. La sfera integratrice, il dispositivo che raccoglie la radiazione trasmessa da un campione, è pensata per il vetro trasparente standard. Quando la luce attraversa un vetro diffondente si disperde in molteplici direzioni, e una parte di quella radiazione sfugge alla raccolta della sfera: il risultato è una sottostima sistematica di parametri come la trasmissione luminosa e il fattore solare.

Il problema non è la qualità del prodotto, ma lo strumento di misura.

Anche la norma di calcolo EN 410 nasce per un mondo perpendicolare — un raggio in ingresso, uno riflesso e uno trasmesso — e non cattura pienamente la ridistribuzione angolare della luce che caratterizza questi materiali. In pratica, i valori dichiarati possono non rappresentare fedelmente le prestazioni reali, con ricadute sul comfort visivo, sul dimensionamento degli impianti e sulla valutazione del rischio di shock termico.

La comunità tecnica europea, in seno al CEN, ha aperto un lavoro normativo su due fronti — nuovi requisiti per le sfere integratrici e algoritmi di calcolo che tengano conto della diffusione angolare. Nel frattempo resta prudente, nella scelta e nella posa di vetri satinati e serigrafati, tenere conto di questo margine di incertezza rispetto al vetro trasparente convenzionale.

Porta scorrevole in vetro satinato, la luce si diffonde attraverso la superficie
Fig. 01Vetro satinato: la luce si disperde in ogni direzione anziché attraversarlo in linea retta.
Porta scorrevole in vetro satinato verso un ambiente bagno
Fig. 02Applicazione di vetro diffondente in un ambiente bagno, Niccolai.
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N° 03Isolamento trasparente l'aerogel in vetrata

Le superfici vetrate hanno un ruolo centrale nella prestazione energetica di un edificio: isolamento termico, trasparenza e sicurezza devono convivere nello stesso elemento. È in questa direzione che si muove la ricerca sui materiali trasparenti innovativi, e tra questi l'aerogel di silice è tra i più promettenti: una matrice solida tridimensionale di particelle di SiO₂, tanto porosa da risultare leggerissima e da isolare quasi come l'aria ferma.

Le sperimentazioni degli ultimi anni lo hanno integrato nelle vetrate isolanti in più modi — a riempimento totale o parziale della camera, in granuli, o come strato monolitico in una vetrata isolante sottovuoto (VIG), con trasmittanza termica calcolata fino a 0,67 W/m²K.

Un filone più recente, avviato nel 2016 dall'Università del Colorado a Boulder e pubblicato nel 2023, lavora invece su un aerogel di cellulosa ricavato da nano-fibre di legno, trasformate in un idrogel areato e reso idrorepellente. Il risultato è una pellicola sottile che trasmette il 97-99% della luce visibile — più del vetro stesso — con un'opacità inferiore all'1% e una conducibilità termica più bassa dell'aria ferma a 20 °C: applicabile come retrofit su un vetro singolo, o inserita in una vetrata isolante per aumentare la distanza tra le lastre senza perderne la trasparenza.

A dicembre 2025 lo stesso gruppo di ricerca, guidato da Ivan Smalyukh, ha presentato un'evoluzione del materiale — MOCHI, Mesoporous Optically Clear Heat Insulator — che mantiene la trasparenza anche in lastre di oltre 3 cm di spessore su un metro quadrato di superficie. Secondo le stime del team, un edificio ristrutturato con finestre MOCHI potrebbe portare l'efficienza energetica dal 6% tipico di un retrofit a oltre il 30%, dimezzando la dispersione di calore attraverso il vetro. Restano soluzioni in fase di ricerca, non ancora un prodotto disponibile in commercio — ma segnano una direzione precisa per le vetrate ad alte prestazioni.

Blocco di aerogel di silice tenuto in mano
Fig. 01Aerogel di silice: 99,8% aria, tra i solidi meno densi conosciuti. Foto NASA/JPL-Caltech, pubblico dominio.
Un piccolo blocco di aerogel regge un cilindro di granito da 4 kg
Fig. 02Un blocco di aerogel di 2 pollici regge un cilindro di granito da 4 kg. Foto Rich Kaszeta, CC BY-SA 2.0.
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