Per buona parte del Novecento il vetro per l'edilizia in Italia è stato regolato da norme nazionali UNI, scritte quasi tutte negli anni Settanta: lo spessore delle lastre in funzione di vento e neve (UNI 7143, 1972), la progettazione e la posa delle vetrazioni (UNI 6534, 1974), l'isolamento acustico e termico (UNI 7170 e UNI 7144).
Dalla metà degli anni Novanta il riferimento si sposta in Europa. Il comitato tecnico CEN/TC 129 armonizza le norme sui prodotti vetrari e l'Italia le recepisce come UNI EN: nel 1996 i vetri di base (UNI EN 572), poi via via stratificati, temprati, rivestiti, specchi e vetrate isolanti. Ogni recepimento ritira la vecchia norma nazionale in contrasto: la UNI 7172 sugli stratificati lascia il posto alla UNI EN ISO 12543, la UNI 7142 sui temprati alla UNI EN 12150-1.
Ogni recepimento ritira la vecchia norma nazionale in contrasto.
Nel 2003 Assovetro, l'associazione degli industriali del vetro, fotografa questo passaggio in uno Schema per la prescrizione dei prodotti vetrari per l'edilizia. Il documento ordina le esigenze che progettista e costruttore devono considerare: sicurezza, resistenza meccanica, trasmissione luminosa, prestazioni termiche, assorbimento energetico, isolamento acustico, resistenza al fuoco, montaggio e manutenzione. Per ciascuna indica la norma di riferimento.
Al primo posto c'è la sicurezza, e la norma di riferimento è la UNI 7697: stabilisce i criteri di scelta dei vetri nei casi in cui va garantita la sicurezza delle persone. Nata nel 1977, è una delle poche norme nazionali rimaste in vigore accanto a quelle europee; la raccontiamo nella scheda che segue.
Le tabelle qui sotto riportano il quadro del 2003: le norme nazionali in vigore e le norme europee recepite, con il loro campo di applicazione. Molte sono state aggiornate o sostituite negli anni successivi: per un progetto fa sempre fede l'edizione in vigore della norma.



